humanheart
Elena ☆
16 anni. "Le labbra screpolate dai troppi baci non dati. Gli occhi pieni di lacrime trattenute. La voce spenta di “ti amo" non detti. Una vita sprecata a nascondere emozioni."☯
  • "Ma in fondo fa niente se non abbiamo un fisico perfetto, non dobbiamo mica fare tutte le fotomodelle, anzi, vi immaginate ad avere due stecche al posto delle gambe ed essere magre come sottilette? Il freddo arriverà subito alle ossa, se cadete avete molte piu probabilità di rompervi qualcosa, vi si vedranno le occhiaie e saranno più evidenti le vene. A che serve avere un fisico da fotomodelle…
    ringraziamo di avere un fisico adatto alla vita, e non alle passerelle."

    Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)

    Stimaaa.

    (via onlyadisaster)

    Ma quanta stima.

    (via wehissmile)

    questa frase fa salire l’autostima

    (via mnemophobia-salvatemi)

    Stima.solo stima.

    (via sono—troppo—acida)

    ……

    (via leben—lieben)

    Oh stima.

    (via hello-ilostinparadise)

    ..

    (via mimancanogliabbracci)

    Mi fa salire l’autostima.

    (via tivorreialmiofianco)

    (via gliocchituoiparlano)

    • 1311
  • "Oggi ero seduta sulla panchina della stazione, in attesa del treno. Sfogliavo all’infinito la dash di tumblr, e quando annunciarono all’altoparlante che il treno per Milano delle 18:09 aveva saltato la corsa, e avrei dovuto aspettare quello successivo, subito controllai la batteria del telefono, temendo che mi si scaricasse prima, e che quindi non avrei avuto niente per passare il tempo. La batteria al 7% fece presto ad abbandonarmi, così rimasi a fissare un punto indefinito nello spazio, il punto di connessione tra due binari di verso opposto. Dopo un pò, si sedette accanto a me una ragazza. Passarono pochi minuti in silenzio, poi lei mi chiese “cosa guardi?”
    Io infastidita dalla sua domanda, che mi sembrava un “intromettersi nei miei pensieri” non le risposi subito. Poi le dissi che fissavo i binari, e pensavo che un semplice spostamento di un piccolo cardine poteva causare il totale cambiamento di destinazione di un treno. Lei annuì, e disse che anche lei spesso si trovava a riflettere nella stazione. Poi mi chiese ” non ti piace parlare di te, vero?” In quel momento mi girai verso di lei, temendo che fosse una persona che conoscevo, in realtà no. Era una semplice ragazza sconosciuta che sembrava conoscermi più di persone che mi stanno accanto tutto il giorno. Vedendo di aver catturato la mia attenzione, lei continuò “aspetti un ragazzo? Perché sei qui?” Io le dissi che non aspettavo nessuno, e senplicemente stavo tornando a casa. Così feci la stessa domanda a lei.
    Lei mi rispose dicendo che c’era una persona per la quale lei era lì:
    “Era un ragazzo, uno di quelli belli da togliere il fiato. Quando lei lo conobbe, rimase impressionata dal suo sorriso.”
    “Era un bel sorriso?”
    “No, non era uno di quei sorrisi da togliere il fiato. Ma giuro, che tu non puoi immaginare quanta allegria metteva. Lo guardavo, e pensavo che tutti i sorrisi dovessero trasmettere quelle emozioni. E poi invece scoprii che era solo il sorriso di quel ragazzo che aveva quella forte intensità, mai vista prima.”
    “Come ti avvicinasti a lui?”
    ” Non feci niente. Non ne avrei avuto il coraggio. Non riuscivo a stargli vicino perché mi tremavano le gambe se gli passavo accanto, infatti mi ritrovavo sempre a osservarlo da lontano. Successe che un giorno, mentre era con i suoi amici, lui si accorse di quegli occhi che lo fissavano da lontano, e fece finta di niente. Quando i suoi amici se ne andarono, si avvicinò a me. Parlammo ore, lui mi parlo di sé, dei suoi amici, dei suoi genitori.
    “E tu?”
    “Non c’erano mai stati occhi di cui sentivo di potermi fidare di più, così gli parlai di me. E non gli dissi cose così, gli raccontai ciò che sentivo dentro, come vedevo la vita. Così lui mi disse che avrei dovuto dire più spesso ciò che pensavo ad alta voce, perché erano cose uniche. Ci cominciammo a vedere ogni giorno nello stesso posto.
    Ci fu una volta in cui mi sembrò che avesse gli occhi lucidi, ma non gli dissi niente per paura che fosse solo una mia impressione. Gli parlai di me, e lui mi parlò di quanto pensasse di fare schifo, di quanto si sentisse una nullità. Diceva che non riusciva ad avere gli stessi interessi dei suoi amici, che gli sembravano così superficiali e inutili. Il giorno seguente, sembrava avere un livido sul polso sinistro, ma non glielo dissi, pensai fosse solo un ombra. Il giorno dopo ancora, si mise a piangere, mi chiese se lui facesse davvero schifo e io gli dissi di no.
    Io credevo fosse bellissimo, ma non glielo dissi per timidezza. Lo abbracciai, cosi lui pianse sulla mia spalla. Lo strinsi più forte.
    Un altro giorno, mi accorsi che portava la sua solita felpa larga colore arancio troppo frequentemente, nonostante la primavera fosse vicina e insieme a lei le calde temperature. Il Giorno dopo ancora, lui mi disse che il giorno seguente non ci saremmo visti. Rimasi stupita per un po, e stetti male tutta la serata.”
    “E poi?”
    “E poi successe che era il primo giorno di primavera. Solitamente i fiori in città mi mettevano allegria, quell’aria che non era più fredda ma sembrava accarezzarti la pelle mi aveva sempre messo serenità. Ma quella volta i fiori non mi facevano stare bene, l’aria calda sembrava soffocarmi. Quando arrivai a scuola, notai che i ragazzi erano più tristi, non avevano quella solita allegria tipica dei giovani. Le ragazze parlottavano tra loro, ma stranamente avevano le voci basse, rauche. Presi la mia amica da parte e le chiesi cosa fosse successo. Mi disse che era morto un ragazzo, si era suicidato. Ma non era riuscita a capire bene il suo nome. “
    “E tu cosa facesti? “
    “Quel giorno saltai scuola. Passai tutta la giornata vicino all’albero in cui ci incontravamo di solito, seduta sulle radici.
    “E lui?”
    “E lui? Di lui ho sempre parlato al l’imperfetto, se hai notato. Lui? Il mio angelo è volato via il primo giorno di primavera, e io non avevo trovato il coraggio di dirglielo, mai. Ma ora glielo dico, era bellissimo. Eri bellissimo, piccolo mio.”
    E la ragazza fissò il cielo, e quando arrivò il treno per la zona centrale della città, dove stava quel parco dal grande albero, lei lo prese, il treno partì e lei sorrise, felice della destinazione, anche se sapeva che non ci sarebbe stato nessuno ad aspettarla, questa volta. E mi ripeté ancora una volta mentre andava via, che era bellissimo lui, e scemo quant’era non se n’era accorto. Forse però, se ogni giorno lei andava allo stesso posto in cui si vedevano, e glielo urlava verso il cielo, forse prima o poi lui ci avrebbe creduto."

    Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)

    Piango

    (via hugmepleasesaveme)

    è bellissima

    (via aspettandolacarrozza)

    Esiste cosa più bella?

    (via lalunamangiailbuio)

    Mi ha messo i brividi..

    (via hogliocchipienideltuosorriso)

    Da brividi.

    (via resta-qui-non-lasciarmi)

    mi sentite piangere?

    ( via odoredipoesia)

    sarà perché in questi giorni piango per tutto, ma sono in lacrime.

    (via yourfaceisallthatisee)

    Le lacrime.

    (via me-stessa-felice)

    Stupendo.

    (via come-antidoto-alla-tristezza)

    Piango ogni volta che lo leggo porca miseria.

    (via i-need-hug-now)

    Avrò rebloggato questo racconto una decina di volte in due giorni. È la perfezione

    (via oltre-i-limiti)

    Sto piangendo

    (via miriaamk98)

    Giuro, lo rebloggeró all’infinito. ..♥

    (via persanelluraganodeituoiocchi)

    piango…ma non una o due lacrime… ne piango 3093753….

    (via la-ragazza-dai-falsi-sorrisi)

    Piango fiumi.

    (via ilragazzochesinascondetralagente)

    (via gliocchituoiparlano)

    • 6279
    • 160772
    • 160772
  • "

    Mi ricordo un giorno in cui avevo circa 5 anni, ed ero uscita con le mie quattro amichette e le nostre mamme. Eravamo a una specie di sagra, in cui c’era uno stand di beneficenza in cui vendevano delle bamboline fatte a mano dai bambini poveri. Tutte noi bambine le volevamo, ed eravamo felici di contribuire al benessere di bimbi non fortunati quanto noi. Così tutte le mie amichette corsero dalle madri a chiedere qualche soldino per potersi prendere la bambolina. Le madri glieli diedero, e le bambine si presero delle bambole graziosissime, che si abbinavano benissimo ai loro sorrisi. Io ero ferma. Ero felice per loro, ma in cuore mio anche io volevo una bambolina tutta per me, solo che mi ero ricordata quando al supermercato la mamma mi aveva detto “questa volta prendiamo un panino in meno, abbiamo bisogno di risparmiare un pochetto che lo stipendio di papa è sempre meno”. Io le avevo chiesto “mamma, cos è lo stipendio?” E lei aveva detto ” sono i soldi che riceve papa” . Io le chiesi ” e come mai papà riceve dei soldi? ” Lei mi disse “perché lavora e si stanca per noi”. A quel punto io ho pensato che papà ci doveva volere davvero bene per farci questo, così non volevo chiedere i soldi a mamma, sapendo che lei faceva tanto per risparmiare. Dopo un pò, noi bambine tornammo alle mamme e mia madre si accorse che ero un pò triste, ma io cercavo di mascherare la tristezza. Lei capì che era per non aver preso la bambolina. E non capì solo quello, lei capì tutto. Così mi prese per mano e mi portò allo stand di benedificienza. Era passato un bel pò da quando le mie amiche avevano preso le loro bamboline. Così mamma mi chiese “quale bambolina vuoi?” Io ero felicissima di poter scegliere, ma il ragazzo dietro la cassa mi disse che erano rimaste solo due bamboline perciò non avrei avuto una vasta scelta. Me le porse e io le guardai: c’era una bambolina molto bella, dai capelli biondi e gli occhi grandi grandi e celesti. E un’altra bambolina, altrettanto bella, ma di una bellezza particolare. Aveva le lentiggini e i capelli ricci, arruffati. Mi assomigliava molto. Quando la presi in mano, notai che aveva la mano destra leggermente rovinata, con del cotone superfluo, perché si era un pò danneggiata. Io scelsi senza alcuna esitazione quella bambolina imperfetta e, me lo ricordo ancora, sapevo che io sarei stata sempre come lei, cuore spezzato o mano scucita che fosse, ancora con un sorriso sul viso. Al ritorno, tutte le mie amiche vollero vedere la mia bambolina. Inizialmente io me ne vergognai, poi però mostrai con orgoglio la mia bambolina scucita. Le mie amichette mi guardarono male, guardarono male l’imperfezione della bambolina.

    Sono una ragazza adesso, anche loro. Ma nessuna delle mie amiche ha conservato quella bambolina. La mia invece è poggiata al lato del divano, che mi fissa ricordandomi di avere forza ogni giorno, e di aspettare senza paure quella persona che mi sceglierà, pur in mezzo a un mare di persone, che mi vedrà perfetta nella mia imperfezione.

    "

    Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)

    *-*

    (via haiunoceanoinqueiocchi)

    Dio..

    (via -velenoeantidoto)

    Non posso farcela. Mi viene da piangere. Cristo.

    (via settecentocinquantottokilometri)

    Wow… *-*

    (via seilacausadelmiosorriso)

    I brividi giuro.

    (via kissgirlandboys)

    Stupenda.

    (via kissesonmyneckandcutonmyarms)

    Che meraviglia

    (via amareincondizionatamente)

    La leggo ogni giorno a mia sorella di 4 anni prima che vada a dormire…

    (via peoplewilldisappointyou01)

    "Che mi vedrà perfetta nella mia imperfezione..che grande questa ragazza!"

    (via coraggioamorefiducia)

    Lacrime

    (via emptyeyes—mymind)

    Oh…

    (via hello-i-hate-distance)

    (via pal3--as-fuck)

    • 6993
  • Anonimo asked : viva la pizza

    nonpreoccupartiperme:

    Viva il kebab

    Viva le caramelle

    Viva il Mc Donald’s

    Viva i messaggi che ti fanno sorridere sinceramente

    Viva il letto, che c’è sempre

    Viva la musica

    Viva il cielo, che mi fermo a guardarlo ed è sempre diverso e fenomenale

    Viva i libri

    Viva il thé alla pesca

    Viva le passeggiate di sera

    Viva gli abbracci forti

    Viva i baci

    Viva le mani strette

    Viva l’amore

    Viva le vacanze

    Viva l’internet

    Viva tumblr

    Viva l’amica che ti alleggerisce la vita

    Viva i treni

    Viva i viaggi lunghi

    Viva chi rimane

    Viva i film

    Viva il dolore che ti rende forte

    Viva la pioggia quando fa troppo caldo

    Viva il mare, che amo troppo

    Viva la natura

    Viva i programmi tv, e le serie tv che guardo sempre

    Viva la vita, insomma

    • 3225
    • 7633
  • sonounassolutodisastro:

    porca vacca! la poteva buttare nella spazzatura

    (Fonte: ilragazzodagliocchighiaccio, via dontleavemealone-stay)

    • 377
    • 377
    • 1858
  • maledettestelle:

    piccola filosofia del mare

    (via afuckinghurricaneinside)

    • 2610
    • 2610